DEEP TRUE EYES (Secret Window)



Autore: Rita Rainey

Il giorno era arrivato, era tutto pronto, un lungo viaggio la aspettava, aveva deciso di andare a Tashmore con la macchina anziché con l’aereo.. così avrebbe reso il passaggio dal grigio al verde meno traumatico, pensava.
Arrivò a Tashmore impiegando meno tempo del previsto ma si sentiva comunque stanchissima e chiedendo qualche informazione qua e la riuscì a trovare senza troppe difficoltà il motel che l’avrebbe ospitata finché non trovava un alloggio adeguato.
“Riva del lago.. che nome di merda per un motel” pensò divertita.. L’indomani le toccava trovare il dipartimento di polizia per parlare con lo sceriffo, si sentiva così stanca che faceva fatica anche a pensarci, e senza troppe cerimonie si addormentò vestita sul letto completamente intatto..
Si svegliò con un gran bel mal di testa e si vestì in gran fretta, non voleva arrivare in ritardo al dipartimento, ci teneva a cominciare col piede giusto.
Riconsegnò infine le chiavi alla reception, se così si poteva chiamare. “Ha per caso un’aspirina?”domandò con voce quasi sofferente “Ha mal di testa vero?” rispose l’uomo con un tono troppo alto per la sua povera testa “Capita spesso ai nuovi di qui! E’ l’aria del lago.. in un paio di giorni si abituerà si fidi, comunque sia le vado subito a prendere un’aspirina!” “Grazie mille!”.
L’uomo della reception fu sorprendentemente veloce “Ecco signorina, vedrà che tra qualche minuto starà meglio! Questa fa miracoli!” “Grazie mille ancora.. senta sa per caso che strada devo fare per arrivare al dipartimento di polizia?” “Certo è facilissimo, basta seguire questa strada, lo trova appena dopo il secondo semaforo, Tashmore è piccola è molto facile muoversi!” “Già” disse Rita in un tono poco convinto. “Mi scusi se m’impiccio signorina ma per caso è lei la giovane donna che dicono debba sostituire il nostro caro Sceriffo?” “Sì,si sono proprio io” disse con un tono stupito “Ma lei come fa a saperlo mi scusi? Non c’è stato nemmeno il primo colloquio tra noi.” “Beh sa.. si dovrebbe abituare anche a questo signorina, in un piccolo paese le voci girano molto più velocemente che a New York, qui siamo tutti una grande famiglia, abbiamo una sola pecora nera a Tashmore ma questo le sarà spiegato dallo Sceriffo meglio di come possa farlo io..” “Oh beh... va bene!”disse sorridendo “Grazie di tutto..” Non poco incuriosita dalle parole del receptionist Rita avviò il motore dell’auto, adesso aveva un motivo in più per andare di fretta. Ecco un’altra sua particolarità: la curiosità. Nessuno al mondo è più curioso di lei, forse è anche questo il motivo per cui risolveva i casi più difficili più in fretta di altri. Adesso non vedeva l’ora di parlare con lo sceriffo, di sapere chi era “la pecora nera di Tashmore” di cui parlava quell’uomo ma prima doveva chiamare il suo vecchio capo. Gli aveva promesso che una volta arrivata l’avrebbe chiamato e si era appena accorta di aver lasciato il suo cellulare in camera.. “Oh merda.. adesso mi devo per forza fermare! Magari in quella specie di ristorantino avranno un telefono pubblico.”
Parcheggiò la macchina frettolosamente ed entrò.. “Salve.. avete un telefono pubblico?” Tutti la guardavano come se già sapessero e una signora da dietro al bancone la rispose cortesemente “Certo, signorina.. è proprio lì dietro di lei!” “Oh grazie infinitamente!”
Il capo non rispondeva, gli lasciò un messaggio in segreteria..
“Grazie mille” ripeté alla donna “Arrivederci!”
Uscì, guardò la macchina.. sul parabrezza sotto i tergicristalli c’era un fogliettino bianco strappato.. lo prese. C’era scritto “Scusi, le ho appena rotto un faro facendo retromarcia, la prossima volta parcheggi meglio! Mort Rainey..”
“MERDA!”


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