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I SUOI PENSIERI




ALTER EGO
Mi chiedevo se nei personaggi che faccio ci sia qualcosa di Tim Burton e io mi auguro di no. Bè forse un pò di Willy Wonka c'è in Tim, per lo meno la nostalgia per gli irripetibili anni Settanta.

AMERICA
Mi hanno fatto passare per antiamericano, ma io non lo sono. Sono solo molto critico verso l'attuale politica, come potrei non esserlo? Ma rimango americano e non mi sento francese anche se vivo in quel Paese. All'inizio è stato bellissimo: non parlavo la lingua. Potevo starmene zitto in mezzo alla gente. Non avevo i riflettori puntati contro e non ero la novità della serata.

ATTORE
Lo sono diventato per caso, Nicolas Cage mi mandò dal suo agente, dicendomi "forse sei un attore e non lo sai". Quando superai il primo provino e fui assunto per Nightmare - Dal profondo della notte, non credevo ai miei occhi. E presi a studiare da Stanislavskij a Cechov. Ma questo è un mestiere che s'impara facendolo. Il segreto è: fai quello che sai fare, non imitare gli altri.

BANKABLE
E' una parola che a Hollywood usano sempre, significa "uno che fa fare i soldi". Tipo: "Prendi quel tipo nel tuo film, è un bankable". Odio quella parola. E odio tutte quelle liste, i top 5, i top 10. Per anni non ci sono stato, probabilmente in futuro tornerò a non esserci. Non mi è mai interessato e tutto questo mi sembra ancora più lontano, visto dalla Francia.

BARRIE
Per me non è solo uno che ha inventato una favola. Io l'ho vissuto come un personaggio oscuro, pieno di sofferenza e per questo mi piace Neverland un sogno per la vita: non è zuccheroso, non suona falso. Ma racconta che Barrie aveva un dono speciale: riusciva a parlare con i bambini, a entrare nel loro mondo. E aveva capito che bisogna cercare di salvare il bambino che c'è in noi. Io continuo a provarci.

CELEBRITA'
Per me diventare famoso ha avuto pregi e difetti. A fronte della possibilità di scegliere di fare i film che preferisco, senza preoccuparmi di difendere una carriera o di guadagnare per forza un sacco di soldi, c'è il problema della perdita dell'anonimato e della privacy. E' il motivo per cui mi sono comprato un isolotto nelle Bahamas, un eremo, un rifugio, niente di lussuoso. Mi permette momenti di vita semplici, naturali.

CIOCCOLATA
Ho girato due film sulla cioccolata ma è un caso. Mi piace, anche se non faccio pazzie. Un bel bicchiere di vino e ancora l'alternativa più sana.

CIRCO
Mi piace il circo. Tim Burton (vedi) sarebbe stato un grande circense, o forse lo è. Anche Willy Wonka ricorda un personaggio da circo, con quei vestiti incredibili. E' anche un pò rockstar: mi ricorda Brian Jones, così come capitan Jack mi ricordava Keith Richards. Gabriella Pascucci, la costumista, ha fatto un lavoro splendido. Abbiamo passato delle ore a parlare di colori e tessuti

THE CORPSE BRIDE
E' la prima volta che faccio qualcosa del genere, cioè doppiare un cartone animato, ma per Burton farei qualsiasi cosa, anche un videoclip o un commercial... E sa benissimo che, se me lo chiede, gli faccio pure il caffè.

CHRISTIAN BALE
Un uomo di non molte parole, ma un attore intensissimo. Sul set rimaneva nel ruolo anche a riprese finite. Non so come faccia. E lo dico con ammirazione, per me recitare è invece un eterno gioco. Uso i miei figli per studiare l'espressione o la dizione giusta. A proposito, Christian è un padre tenerissimo.

DENARO
Lo uso. Per comprare la mia privacy, perché in questo mestiere non ti è concesso di essere una persona normale. Con il denaro riesci a comprarti un pò di normalità e soprattutto un pò di privacy.

DESTINO
Credo che ci debba essere qualche ragione per cui le cose vanno in un certo modo, magari noi non riusciamo a comprendere, ma è così. Se sono qui oggi, ci deve essere un motivo che va oltre la fortuna, credo che ci sia qualcosa. Non so cosa.

DIO
Si. Credo in Dio, credo che Dio sia tutto: aria, alberi, tutto. Lei, lui, esso, non ha importanza. Non credo invece nelle religioni.

DONNE AMERICANE
Credo che le donne di Los Angeles vadano a comprarsi le gambe nello stesso posto. I loro fianchi mi arrivano all'altezza delle spalle.

DROGHE
Mai stato cocainomane. Ma ho preso un sacco di medicine e bevuto tanto alcol. Cercavo di stordirmi per non pensare, per non sentire la mia confusione. Era stupido, lo so, ma è una cosa umana: una questione di paura e d'ignoranza.

EUROPA
Mi piace l'Europa perché ha alle spalle secoli e secoli di storia, e la rispetta. La cultura europea è molto affascinante e c'è un'altra qualità della vita. E' tutto meno stressante. In America lo hanno dimenticato. Ho paura che la cultura americana sia un disastro.

EX
Sono un ex-selvaggio, un ex-bad boy, un ex-ribelle. Dico "ex", perché adesso sono un padre.

FIGLI
Mentre giravo La Maledizione della Prima Luna, mio figlio Jack aveva un anno e Rose quattro. Agli amici che gli chiedevano cosa facevano i genitori, rispondevano: mamma è una cantante, papà è un pirata. Oggi Jack è più grande e pensa che sia ancora un pirata, che per qualche motivo si traveste da Willy Wonka. Penso che sia una difesa, altrimenti dovrebbe pensare che il papà è uno schizofrenico.
Johnny Depp papà è un uomo assolutamente innamorato. Più volte mi sono detto che tutto ciò che ho fatto prima del 27 maggio 1999 era una sorta di illusione, un'esistenza senza la vita. La nascita della mia prima figlia mi ha dato la vita. I miei bambini hanno influenzato le mie scelte prima di nascere. I miei primi film, gli spettacoli in tv, erano accompagnati da un senso di frustrazione. Poi un giorno ho cominciato a poter scegliere e allora ho giurato a me stesso che avrei fatto solo cose di cui poter essere fiero, di cui i miei figli avrebbero potuti essere fieri. Anche la decisione di vivere in Francia è stata dettata da loro, non farei mai crescere i miei figli a Hollywood, nessuno dovrebbe farlo. Volevo che i miei figli crescessero in una cittadina dove a scuola puoi andare a piedi e non armati. Mi piace raccontare fiabe ai miei figli inventate da me e che parlano anche della difficile realtà. Mi piace poi portarli sul set, averli vicino a riprese finite. E' una maniera di normalizzare un mestiere che altrimenti potrebbe dare alla testa.

FILM PER BAMBINI
E' una decisione conscia quella di fare film che i miei figli possano vedere. A casa ho messo sotto chiave video e dvd di molti dei miei precedenti film. Saranno tabù per parecchi anni. Dopo l'uscita di La Maledizione della Prima Luna, ho vissuto un'emozione nuova: i bambini mi fermavano per strada e mi chiamavano Capitan Jack. E' veramente qualcosa di emozionante, esaltante. I bambini sono il futuro.

GENE WILDER
E' stato strepitoso in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (diretto nel 1971 da Mel Stuart, ndr.), brillante e puntuale. Io uso la parola "specifico" come complimento per un attore. Lui è il film. La prima volta me lo sono riguardato solo per il piacere di farlo. Le altre l'ho studiato per cercare di essere diverso. La mia interpretazione la definirei una continua serie di svolte a sinistra per allontanarmi da Wilder.

GOSSIP
Gli unici gossip che mi interessano sono quelli che pubblica il Weekly World News, "Reggiseno di una donna esplode, undici feriti" cose del genere.

INFINITUM NIHIL
Questo nome deriva da un brano de La confessione di Tolstoi: "La forza è la forza, la materia è materia, la volontà è volontà, l'infinito è infinito, il nulla è nulla".

INNOCENZA E PUREZZA
Lo so che alcuni pensano che i film che sto facendo sono completamente diversi da quelli che facevo prima, ma in realtà è sempre intorno a questi due temi che ho lavorato. Edward mani di forbice era un mostro innocente, Gilbert Grape o lo zingaro di Chocolat erano innocenti. Anche nell'unico film che ho fatto da regista, Il Coraggioso, il protagonista mantiene la sua purezza di fronte alla tortura e alla morte.

Le sole creature abbastanza evolute per donare puro amore sono i cani e i bambini.

JACK SPARROW
Il Capitano Jack mi ha dato tanto. Come la maggior parte di voi sa io ho vagato per anni a Hollywood ed ero fortunato se cinque persone vedevano i miei film, quindi "I Pirati" mi hanno fatto fare il grande salto, hanno offerto a me e la mia famiglia certi lussi che si ripercuoteranno forse sui miei figli e i figli dei miei figli. Ma quando ho deciso di accettare il ruolo del protagonista, all'inizio non ho pensato al possibile successo. Mi sono basato esclusivamente sull'istinto. Quando fra 20, 30, 50 anni i miei figli guarderanno questi film non mi sentirò imbarazzato.
Penso che tornerà presto. Tutto dipende dalla storia giusta. Il secondo e il terzo episodio sono stati molto divertenti, anche se magari hanno avuto qua e là qualche sbavatura. Lo dico per sentito dire, perchè in realtà non li ho visti.

JOHN DILLINGER
Quando ero bambino, diciamo intorno ai dieci anni, il tempo in cui si scelgono i propri modelli, andavo pazzo per gente come Charlie Chaplin e Buster Keaton, ma ero anche incuriosito da Dillinger, di cui volevo sapere di più. Oggi, preparandomi per questo film ho scoperto dei legami che giustificano quella propensione istintiva. Lui era nato in Indiana, cresciuto a Mororesville una cittadina a non più di 60-70 miglia da dove sono nato io, Owensboro in Kentucky. Praticamente c'era solo un fiume, l'Ohio, a separarci. E ho poi scoperto che in quegli stessi anni, quelli del proibizionismo, mio nonno faceva il contrabbandiere nel Kentucky e nel West Virginia. Una specie di sensazione circolare che si è chiusa quando abbiamo girato molte delle location in cui Dillinger aveva vissuto. E attraversare le sue stesse porte per entrare in un bar, oppure uscire da un carcere, mi ha dato più di un brivido di adrenalina. Non ringrazierò mai abbastanza il Dio del cinema per l'esistenza di registi come Michael Mann, che fanno del perfezionismo una ragione di vita artistica.
Avessi la possibilità di andare a cena con lui o con Edgar Hoover il fondatore dell'FBI, sceglierei sempre Dillinger. Hoover era veramente pericoloso, il potere occulto, Dillinger invece era l'outsider, uno di noi...

ISTINTO
E' l'unica cosa che un attore dovrebbe tenere da conto. E' lui che mi dice che quel film è giusto per me, è lui che mi spiega come interpretare quel ruolo. E' lui che mi fa scrivere gli appunti quando leggo una sceneggiatura, è lui che mi ci fa tornare anche quando evito di rileggerli. Io metto continuamente alla prova il mio istinto, voglio essere sicuro di poter contare su di lui.

LIBERTINO
Ripeto sempre che ora faccio film, perché li possano vedere i miei figli. E potranno vedere anche The Libertine. Diciamo fra una ventina d'anni. Anzi, lo dico chiaro: questo film va vietato, è per maggiorenni. Perché l'ho fatto? John Wilmot è morto a 33 anni per alcolismo e sifilide, come diceva Samuel Johnson "ha dissipato giovinezza e salute in lasciva voluttà". Ma era anche una figura tragica e un grande poeta.

MOTTO
L'unico modo di vedere se ce la puoi fare è provarci.

MUSICISTA
Volevo essere una rockstar. Suonavo la chitarra elettrica a 12 anni, ascoltavo Bob Dylan, Van Morrison, i Kiss, gli Aerosmith. Poi scoprii le colonne sonore: mi piacevano Arancia meccanica e Ultimo tango a Parigi. E forse è stato lì che ho inconsciamente mi sono avvicinato al cinema.
La musica resta il mio primo amore. È davvero qualcosa di sensuale.

NEVERLAND
Non credo nell'idea di rimanere bambini per sempre, perché ho scoperto che anche crescere è una grande avventura. Ma ho trovato in Francia la mia Neverland. Prima dei 15 anni ho cambiato casa trenta volte, una volta ci siamo trasferiti nella casa di fronte e non ho mai capito il perché. La Francia è stato un grande regalo per me, è il primo posto che posso chiamare casa.

NOSTALGIA
Non ho nostalgia per il mio passato. Ho nostalgia per il passato in assoluto: gli anni '60 di Kerouac, gli anni '20 a Parigi della Generazione perduta, il 1890 di Dead Man, il 1904 di Barrie. Faccio film per vedere non un posto nuovo, ma un tempo diverso.

PERSONAGGI
Mi capita sempre la stessa cosa. Dopo aver letto la sceneggiatura, mi vengono dei flash, e comincio a buttare giù appunti. Poi cerco di dimenticarli quando è il momento di recitare. Però mi accorgo che inconsciamente sto seguendo proprio quegli appunti.

PETER PAN
E' un classico per bambini, ma io ero un bambino diverso. Preferivo i mostri, quelli anni '30, come Frankenstein, Dracula o la Mummia. Non avevo letto il libro, né tantomeno visto la commedia, la prima volta l'ho scoperto grazie al cartone della Disney. E il mio preferito non era Peter, ma Capitan Uncino.

PIRATERIA
La pirateria è l'anima del commercio.

40 ANNI
Averli compiuti non significa niente, piuttosto è un pò rassicurante. C'è stato un periodo in cui non ero sicuro che ci sarei arrivato, quello che chiamo il mio periodo James Dean. L'unica differenza nel non essere più un giovanotto è l'abbandono del concetto di invulnerabilità. E' da parecchio che mi sento mortale, quindi umano. E francamente mi sembra un bel passo avanti.

RECITARE
Recitare è una magnifica opportunità di creare a un certo livello. Ma tutto è relativo! E se si amplia la visione al mondo e a ciò che accade, il mio lavoro è insignificante! Io stesso capisco di non aver mai preso coscienza di chi ero davvero come essere umano fino a quando non sono diventato padre. Non mi ero neppure incontrato con me stesso prima dei miei figli. Ma tutto quello che faccio e ho fatto fino ad ora, l’ho fatto pensando che se mai dovessi lasciare un’impronta con il mio lavoro, vorrei esserne orgoglioso. Non imbarazzato! Allora è fantastico se posso lavorare e mantenere la mia integrità. Lo stesso discorso vale se facessi un altro lavoro. L’operaio o il benzinaio. Vorrei farlo sempre mantenendo la mia integrità, senza mettere in imbarazzo me stesso e i miei figli.

REGIA
Forse farò ancora il regista, ma la prossima volta non farò l'errore di fare anche l'attore nel film. Toglie attenzione.

RIVEDERMI
Preferisco rimanere il più "ignorante" possibile, cinematograficamente parlando. Non ho visto neanche Nemico Pubblico. Non ho mai rimpianto di aver fatto un film, ma rimpiango di averni visti un paio...

SCRIVERE
Si mi piace scrivere ma non per il cinema. Odio quella specie di matematica che si chiama tecnica delle sceneggiature. La trovo una prigione.

STAR
Non mi sono mai considerato una star. Humphrey Bogart, Clark Gable, Montgomery Clift erano star: James Dean lo sarebbe diventato. Tom Cruise lo è. Io mi considero solo un tipo fortunato: ho un bel lavoro, interessante e con un sacco di potenzialità.

TALENTO
Non so ne suonare, ne recitare, ne dipingere davvero bene. Penso che ogni mia passione finisca nei personaggi che interpreto quando mi è utile. Jack, per esempio, è connesso a doppio filo con la musica: il rock.

TATUAGGI
Ne ho dieci credo. L'ultimo è quello per Jack, che è anche un pò per il pirata della Maledizione. Il più famoso è quello che diceva Winona forver, di quando ero fidanzato con Winona Ryder. L'ho fatto cambiare in Wino forever (ubriaco per sempre), che mi sembra più adatto a me. Uno di cui sono molto fiero è la testa di un indiano sul braccio. Mio padre era Cherokee, ho un pò di sangue indiano nelle vene.

TELEVISIONE
Detesto la televisione: ogni due minuti c'è una nuova immagine di violenza, la realtà la fiction si confondono continuamente. Non voglio questo per i miei figli. I figli vanno protetti, bisogna salvaguardare la loro naturale capacità di sognare e di credere nelle cose belle. E' di questo che parla Neverland: trovare speranza attraverso l'immaginazione, l'abilità di chiudere gli occhi. E spegnere la tv.

TIM BURTON
E' così piacevole lavorare con lui, è come tornare a casa a calduccio. Ma sotto sotto c'è un sottile senso di inquietudine, è la paura di non deluderlo, visto che crede così tanto in me. E' questa la mia benzina, quella che mi fa recitare. E non mi pare mai di fare abbastanza. Anche quando mi dice che è contento, mi viene da pensare che sia un bugiardo.

UOMO PIU' SEXY DEL MONDO
Quando mi hanno detto che la rivista People mi aveva eletto, mi sono vergognato. Ma che significa? Temevo che la gente pensasse che io sono d'accordo con queste sciocchezze. Ora la prendo sul ridere.

VANESSA
Quando è cominciata la mia storia con Vanessa era il 1998. Giravo La nona porta e lavoravo giorno e notte. Tornavo nel mio appartamento a Parigi anche alle quattro di notte e Vanessa era là e aveva cucinato per me. Non intendo dire che una donna deve cucinare per un uomo, non sono un tradizionalista, ma mi ha sorpreso, era una cosa talmente nuova per me. Ho capito di avere davanti una donna che non aveva paura di essere una donna.

VINO
Preferisco il vino rosso, ma lo bevevo anche prima del mio trasferimento in Francia. Oggi me ne intendo ovviamente di più. Ogni tanto qualcuno si stupisce che non abbia ancora la mia etichetta personale, ma per legge bisogna avere i propri vigneti. Quindi mi limito ancora a comprarlo. Comunque preferisco il Bordeaux, con lui ho scoperto grande affinità.

VITA
Sento di essere dove devo essere. Voglio solo salute e felicità per i miei bambini, la mia famiglia e la gente in generale. Non voglio sembrare melodrammatico, ma la vita è la canzone di un uccello nel grande schema delle cose, quindi chiunque noi siamo, tanto vale godercela!

WILLY WONKA
La prima impressione del personaggio che interpreto in Charlie and the Chocolate Factory è stata quella di una specie di Howard Hughes, un recluso volontario, un po' misantropo. Oppure un conduttore di un programma televisivo. Quando ero piccolo me li ricordo così i conduttori, fiammeggianti, personali. Erano degli individui, oggi sono tutti uguali.