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LA SUA PASSIONE PIU' GRANDE


IL PRIMO DISCO CHE HA AVUTO

Non ricordo se l’abbia comprato io o meno, ma il primo disco che so di aver ascoltato a ripetizione è, strano ma vero, Everybody Loves Somebody nella versione di Dean Martin. Poi Boots Randolph (musicista della scena country di Nashville), quindi la colonna sonora di Il fantasma del pirata Barbanera, il film con Peter Ustinov: credo di averlo visto solo verso la fine dei miei trent’anni, ma lo conoscevo già a memoria. Lievemente ironico. Quindi sono entrato nella fase della pre-adolescenza e ricordo che ascoltavo in dosi massicce l’album Frampton Come Alive! Di Peter Frampton. I miei fratelli erano più grandi di me di dieci anni. Uno di loro ha finito per strapparmi l’album dal giradischi e la puntina ha fatto quell’orribile rumore wrrrraarrrar. Mio fratello mi ha detto: "Senti, amico, mi stai uccidendo. Prova ad ascoltare questo disco”. E ha messo su Astral Weeks di Van Morrison. Quell’album mi ha veramente colpito. Non avevo mai sentito prima una musica simile. Ok, ho detto forse Frampton Comes Alives! mi ha stancato. Allora mio fratello, molto soddisfatto di sè, ha incominciato a introdurmi a nuovi pezzi, per esempio la colonna sonora del film Ultimo tango a Parigi.

DALL'ASCOLTARLA AL SUONARLA

All'età di 12, ho conviato mia madre a comprarmi una chitarra elettrica Decca per 25 dollari. Aveva un piccolo amplificatore blu molto funky.
E poi ho fatto una cosa orribile perchè come prima mossa ho rubato uno spartito di Mel Bay (casa editrice specializzata in musica scritta). Sono entrato in un negozio, me lo sono infilato nei pantaloni e sono uscito. Lo spartito aveva delle fotografie ed è per questo che ne avevo disperatamente bisogno, perchè mi sono sentito immediatamente gratificato. Se fossi riuscito ad eguagliare quelle foto, allora mi sarei sentito davvero in paradiso. Nel giro di qualche giorno ce l’ho fatta. Mi sono chiuso a chiave in camera, non sono mai uscito e da autodidatta ho imparato a suonare gli accordi. Ho incominciato ad assorbire le canzoni, solo facendo affidamento al mio orecchio musicale. All’inizio si lavora con una sola corda e così la prima canzone, come per tanti altri, è stata 25 or 6 to 4 dei Chicago, o Smoke on the Water. Per conto mio lavoravo anche su Stairway to Heaven.

A 13 anni così forma il suo primo gruppo: "The Flame", di cui si persero le tracce. E' proprio con una componente di questo gruppo che nello stesso anno Johnny perde la verginità. <<C’era un tizio che aveva un basso, conoscevamo un altro che aveva un sistema di amplificazione del suono e ci occupavamo noi stessi delle luci. E’ stata davvero un’esperienza arrangiata alla meno peggio ma comunque straordinaria. Suonavamo alle feste nei giardini dei vicini, proponendo ogni tipo di pezzo, dai Beatles ai Led Zeppelin dai Cheap Trick ai Devo. Per chiudere interpretavamo sempre Johnny B. Good>>. Da allora non ricordo più nulla della pubertà, solo che suonavo la chitarra.

Avevo all’incirca 16 anni. Suonavo nei club ma all’improvviso ho scelto di diventare adulto. I miei genitori mi hanno detto: "Ok, figliolo, va bene, hai deciso di lasciare la scuola. Adesso ti arrangi". Quindi non è che avessi molta scelta. Ero quasi sul punto di arruolarmi in Marina. Ero indeciso sul da farsi. Ma poi mi si è illuminata una lampadina: avevo lasciato la scuola solo da due settimane, quindi potevo ritornarci. Sono andato dal preside e gli ho detto che avevo fatto un errore ad andarmene e che volevo riprovarci. Che Dio lo benedica quando mi ha detto: "Johnny, non credo che sia una buona idea. Tu ami la musica ed è l’unico campo in cui ti sia mai realmente applicato. Ti consiglio di provarci". Non è stato scortese con me, semplicemente mi stava dando un ottimo consiglio. Poi mi sono unito a una band che si chiamava Bad Boys, nome decisamente originale! E quando avevo 17 anni, una band chiamata Kids cercava un chitarrista e così mi sono unito a loro.

TUTTI A LOS ANGELES

<<Avevamo bisogno di metterci alla prova e la sfida più grande al mondo è stata quella di decidere di andare a Los Angeles per vedere se riuscivamo a farci scritturare. Nel 1983, abbiamo caricato le nostre cose su dei rimorchi e siamo partiti alla volta di Los Angeles. All’improvviso, però, ci siamo ritrovati ad essere dei piccoli pesci in un grande stagno, eravamo dei pesciolini sull’orlo della miseria. Dato che avevamo bisogno di mangiare, abbiamo finito per cercarci un lavoro fisso>>. Il suo unico sogno era suonare rock&roll, come semplice chitarrista, non come leader e cantante del gruppo. <<Non ho mai voluto fare il cantante - e non mi è mai interessato quel genere di attenzione>>. Inoltre i cantanti dovevano fare tutta una serie di cose che pensavo fossero mortificanti, tipo saltellare per il palco. Autentici show degli orrori. A me semplicemente piaceva suonare al massimo volume e tenere la stesa bassa, rimanendo nell’ombra>>. Fa una pausa per riflettere su ciò che ha detto. <<Strano>>, aggiunge alla fine.

UNO DEI SUOI IDOLI: IGGY POP

<<Le circostanze sono sempre un po' diverse... Per esempio, ho incontrato Iggy Pop per la prima volta quando avevo 17 anni e la mia band apriva il suo concerto a Gainesville, in Florida. Volevo incontrarlo, ma non volevo incontrarlo... Non mi andava di essere uno dei soliti ragazzi che si presentano e dicono: "Ehi, mi piace un casino la tua musica". Quella sera ero un po' sbronzo e così ho iniziato a gridargli un sacco di oscenità. Lui è venuto verso di me e si è fermato a meno di una spanna dalla mia faccia. Mi ha guardato dritto negli occhi e ha detto: "Stronzetto". Tutto qui. Ero felice>>.

Un grande incontro... <<Ero soddisfatto perchè avevo avuto un momento interessante con lui. L’ho di nuovo incontrato quando ho girato Cry Baby. Gli ho chiesto se si ricordava e lui: "No, probabilmente quella sera ero messo peggio di te">>. (In questo film, Johnny cantava e suonava in playback).


 

UN CONCERTO PARTICOLARMENTE IMPORTANTE...

<<Una volta, ad Atlanta, aprivamo un live di Chuck Berry. Quand’era in tour lui di solito non si portava dietro una band. Si esibiva in una città e cercava qualche musicista di lì, ragazzi del posto. Prima del concerto credo che abbia scambiato me e la mia band per il suo gruppo: entrò nel nostro camerino e posò la chitarra. Io ero senza parole. Avevo 17 anni. Si lasciò cadere su una sedia, mi guardò e disse: "Che c’è, giovanotto?". Risposi: "Niente, niente". Non avevo il coraggio di dirgli che il suo camerino era al piano di sopra. Poi ci chiese di accordargli la chitarra. Così presi quella cazzo di rossa 335 e la accordai. Eravamo un branco di ragazzini...>>

IL GENERE MUSICALE

<<Era una specie di pop punkeggiante, credo. Una via di mezzo tra i Clash e gli U2. Abbiamo suonato con i Pretenders, i Ramones e i R.E.M.>>.

L’OCCASIONE DELL’INCISIONE DI UN ALBUM

<<Si, c’eravamo davvero vicini, ma alla fine ci siamo trasferiti qui, a Los Angeles, io avevo 20 anni. Erano tempi duri. Cercavamo di campare con lavoretti qualunque, come vendere penne per telefono. Poi arrivarono i film>>.

I PRIMI FILM

<<I primi film li ho girati solo ed esclusivamente per una questione di soldi... Conoscevo Nicolas Cage che aveva appena fatto una commediola, La ragazza di San Diego. Nic mi disse: "Sentirò il mio agente". Quello mi mandò a fare un provino da Wes Craven e mi presero per Nightmare dal profondo della notte>>. 

LO SCIOGLIMENTO DELLA BAND

<<Gli altri della band si incazzarono con me. Mentre stavo girando il film il gruppo si sciolse. Così continuai a fare audizioni. Era solo un modo per pagare le bollette, finchè non fossi tornato con la band, o ne avessi trovata un’altra. Poi, dopo circa due anni, un bel giorno mi dissi: "Sai una cosa? Sembra proprio che recitare sia la tua strada. E allora dovresti capire di che si tratta". Non ero un patito del cinema. Non avevo mai preso seriamente in considerazione il mestiere d’attore, ma cominciai a esaminare i modi per farlo nel modo migliorare>>.

LE DIFFERENZE

<<Arrivando dal mondo della musica, il mondo della recitazione mi è sembrato troppo squadrato. La cosa più merdosa era quando andavo a un’audizione e ti ritrovavi in una stanza tappezzata di idioti. Capitava di trovarti lì, con un tipo in un angolo che ripeteva: "Vaffanculo a te, figlio di puttana!". E provava e riprovava senza fermarsi... Mi sentivo totalmente un coglione, perchè mi sentivo uno di loro. Non lo sopportavo, ma tutto sommato non me ne fotteva un cazzo>>.

BAND P (Johnny, Gibby Haynes dei Butthole Surfers)


<<P era una band composta da un gruppo di amici a cui era stata data la possibilità di fare un bel po' di casino insieme e di documentare il tutto. Per qualche strana ragione, la casa discografica ha voluto scritturarci e questa è stata in assoluto la parte più surreale. Noi abbiamo detto ai discografici che non ci sarebbero state fotografie, nessun tour, nessun video, niente biografia dei membri, insomma: niente di niente. E loro si sono trovati comunque d’accordo! Non gli abbiamo nemmeno permesso di entrare in studio mentre stavamo registrando l’album. Ci sono un sacco di aneddoti davvero divertenti su questa esperienza. Gibby era un’autentica forza, è davvero un genio. Quando la Capitol ha ascoltato il disco, ci ha domandato che cosa diavolo fosse e poi ho la seppellito. Il che per noi non ha rappresentato la benchè minima delusione>

 

LA MUSICA CONTINUA AD ESSERE IL SUO GRANDE AMORE

Johnny ha suonato la chitarra nelle canzoni del film Chocolat, in "Fade In-Out" la canzone degli Oasis tratta dall’album del 1997 "Be Here Now" con Shame MacGowan e in un videoclip dei Cash. Ha suonato inoltre anche nella colonna sonora di C’era una volta in Mexico con la sua band, e ha anche composto il tema musicale del suo personaggio. Inoltre ha girato diversi videoclip musicali.

<<Ho ricordi frammentari di quando ho suonato sull’album di Shane...La canzone (That Woman’s got Me Drinking, era in The Snake, album del 1994) sembrava a posto e non aveva bisogno di niente altro. Invece Shane ha fatto "Arrrarrah..." e mi ha chiesto di suonare ancora. Allora ho pensato: "E se incominciassi a fare dei rumori a caso...". Quindi ti capita di prendere una nota che rafforza il pezzo e senti che la puoi tenere. Allora, come ogni chitarrista, giochi con lei per una quindicina di minuti, se qualcuno ti permette di farlo. Ottieni un effetto feedback, lo pieghi, lo allunghi. E’ così che ho ricavato questi ritmi intrippati, bizzarri, tonali e armoniosi. Credo che Shane sull’album abbia accreditato il mio contributo sotto la frase "Strani rumori di chitarra: Johnny Depp". L’esperienza con gli Oasis è stata molto divertente. Mi piace suonare con loro e mi sono divertito con la chitarra slide su quel pezzo. Stavo provando una chitarra piuttosto complicata da accordare e non conoscevo i passaggi della canzone. Ripensandoci, è stato quasi un miracolo che sia riuscito a non stonare>>.

 

A gennaio del 2007, si è riunito insieme alla sua Band "The Kids", esibendosi con la sua immancabile chitarra  in un concerto di circa due ore, in cui hanno suonato vari pezzi del loro vastissimo repertorio. Con un successo di pubblico, a dir poco spaventoso. Passano gli anni, ma la sua bravura ed il suo talento rimangono sempre gli stessi, grandi più che mai!

Esperienza che si ripete nell'agosto 2008, con addirittura due concerti, il 29 e il 30, in cui Johnny e i Kids conquistano tutti ancora una volta! Alla fine delle due serate Jo è stracolmo di sudore, ma con un grande sorriso sulle labbra che indica felicità allo stato puro per essere li a suonare ancora con i suoi cari e vecchi amici.



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